S. Vito - Zingaro - Trapani
Km percorsi: 1622
Svegli di buon mattino, abbandoniamo il camping per dirigerci alla riserva naturale dello Zingaro. Il proprietario del bar ci mette in guardia come se stessimo per partire per un safari: un paio di litri di acqua a testa, cappello, scarpe chiuse e tanta voglia di camminare sotto il sole. La riserva dello Zingaro è un parco naturale a pochi chilometri da San Vito lo Capo, piena di calette accessibili solamente a piedi o in barca. All'ingresso, ci mostrano i vari itinerari da seguire: le prime due calette sono a 10-20 minuti di cammino, mentre le altre cominciano da 40 in su. Decidiamo di dirigerci alla terza memori del consiglio di Alessia che pochi giorni fa ci disse che le prime due erano abbastanza piene di gente. Il paesaggio, non appena ci incamminiamo, diventa subito come una savana: sentieri di terra rossa, palme e vegetazione bassa, e un caldo atroce. Ma come oramai succede spesso in quest'isola, il panorama che ci ritroviamo davanti ripaga ampiamente della cammminata: a metà strada vediamo una grotta alta una ventina di metri con pitture rupestri, mentre all'arrivo scendiamo tra le rocce per arrivare a questa minuscola caletta di sassi, circondata da scogli a picco su un mare cristallino. Oltre all'inaugurazione delle maschere da sub, di dubbia qualità, ci divertiamo a farci le foto tuffandoci dagli scogli. Lollo e Graziana, inoltre, si arrampicano fino a sei metri per buttarsi. Li, un signore aumenta ancora l'autostima di Lollo, dandogli solamente 35 anni. Probabilmente il buttarsi dallo scoglio è stato un gesto simbolico. Una volta ripartiti, andiamo a controllare anche le prime calette: come ci aspettavamo, nonostante fossero ugualmente belle, erano gremite di gente, ma ciò non ci previene dal fare un altro bagno e un pisolino sui sassi, che al contrario di quel che si possa pensare, erano molto comodi.
Abbandoniamo molto soddisfatti la riserva dello Zingaro, e prima di rimontare sul camper, ci accorgiamo che uno dei nostri amuleti, la pietra lavica dell'etna, si è staccata dal ciondolo che avevamo appeso allo specchietto. Pensavamo fosse stata rubata, ma le frasche che ritroviamo incastrate sul filo di ferro al suo posto ci suggeriscono un altro destino. Torniamo a San Vito per incontrare Dario, un amico di Vivi, col quale facciamo un veloce aperitivo prima di rimetterci in moto, questa volta con destinazione Trapani, per poter prendere il traghetto per l'isola di Favignana. A domani!
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