Wednesday, November 9, 2011

Giorno 11: it's time to say goodbye

Tropea-Bitonto-Teramo

Km Percorsi oggi: 745


  • Partenza all'alba
  • Pausa peperoncini e cibarie calabresi varie
  • Viaggio con vento a 250 all'ora fino a Bitonto
  • Baratto Viviana-Scatola di mozzarelle
  • Arrivo a Teramo e pulizia del camper

Giorno 10: il ritorno al continente

Siracusa-Messina-Tropea

Km Percorsi oggi: 270


  • Mattina al mercato e in giro per la città
  • Ultimi arancini a Messina
  • Arrivo a tropea e tramonto dal campeggio
  • Serata Calabrese con Brunello

Giorno 9: il deserto di Caltanissetta

Calamonaci - Siracusa
Km Percorsi oggi: 265


  • L'addio alla famiglia Rizzo
  • Traversata del centro sicilia tra lavori e caldo infernale
  • Arrivo a Siracusa
  • Serata ad Ortigia

Wednesday, August 10, 2011

Giorno 8: paura e delirio a Calamonaci

Calamonaci-scala dei turchi-Calamonaci
Km percorsi oggi: o :)

E se pensavamo che Calamonaci fosse un tranquillo paesino siciliano, ci sbagliavamo di grosso! A svegliarci è lo scoppio della terza guerra mondiale, ma al suo arrivo la mamma di Gerry, accompagnata da buonissimi cornetti, ci svela che è solo l'inizio della festa del paese. Caffè per tutti, e via per la scala dei turchi, in sei in macchina, da buona tradizione sicula.
Dopo una breve avventura con una fioraia e i suoi sventurati cani giungiamo a destinazione: la scala dei turchi è bella, bianca, ma non regge il confronto con le riserve dei giorni precedenti. Sfidate le alghe assassine arriviamo alla SPA locale, un agglomerato di rocce argillose, e grazie alle nostre conoscenze ingegneristiche riusciamo a spalmarci di argilla dalla testa ai piedi. Dopo il bagno anche la barba di Lollo sembra morbida...
Sulla strada del ritorno abbiamo ritirato il regalo per la signora Carmela, e siamo entrati diretti nel set del film "6 uomini e una pianta".
Il pranzo della domenica è stato memorabile, lasagne, arrosto ripieno e patate, l'insalatina sgrassante, dolci caffè e ammazzacaffè tutto in perfetto stile siculo, con tanto di vino e limoncello fatti in casa: buonissimo preambolo del pomeriggo di sonno!
Ancora una volta veniamo svegliati da una serie di esplosioni, che questa volta segnalano l'inizio della festa.


  • gare sul calcinculo
  • Panini e panelle fino a tardi
  • La corsa dei santi

Giorno 7: ... E il camper?

Trapani - Favignana - Calamonaci

Km: 1777 (+ 3.5)

Oggi è stato il giorno della visita all'isola di Favignana, una delle tre che compongono l'arcipelago delle Egadi. Per la prima volta decidiamo di non muoverci in camper. Mentre Vivi, Anna e Gemma si incontrano con Gerry, che ha deciso di unirsi a noi, per fare il biglietto, Lollo e Graziana parcheggiano il camper vicino al porto di Trapani in un parcheggio non a pagamento. Piú tardi ci pentiremo di questa scelta.
Dopo 20 minuti di aliscafo arriviamo all'isola, dove affittiamo due fuoristrada assieme agli amici di Gerry; noi 6 montiamo tutti sullo stesso, nonostante sia omologato per 4. All'allegra carovana si unisce anche un'anguria acquistata mentre si faceva la coda dall'unico benzinaio dell'isola. Tra il telo da mare usato come tettuccio per la macchina e il cocomero mangiato a cucchiaiate, il livello di zingaraggine è altissimo!
Ci avventuriamo tra le strade piene di sassi verso la prima spiaggia, Cala Rossa. Questa spiaggia è per metà fatta di sassi e per metà di piccole grotte artificiali, scavate per estrarre il tufo. Durante il bagno, dopo un tuffo a bomba che rovina un idillio amoroso, Lollo torna verso riva per prendere la macchina fotografica; il resto del gruppo, non vedendolo tornare, lo cerca sugli scogli e lo vede intento in un inconfondibile tentativo di broccolaggio. Sappiamo tutti che il caldo può dare allucinazioni, ma arrivare a provarci con una bottiglia d'acqua! Alla versione di Lollo, che sostiene che tre ragazze fossero nascoste dallo scoglio, non ci crediamo molto... Il gruppo decide di fare un po' di ironia e di urlargli "papà!!" per farlo rientrare in acqua. Missione riuscita!
A bordo della nostra jeep, con una guida sempre più spericolata, ci dirigiamo verso Cala Azzurra, dove gli scogli scendono in un acqua degna di questo nome. Qui, nel tentativo di fare tuffi, Graziana sbaglia "leggermente" traiettoria, cadendo in picchiata sul trampolino, cioè il povero Lollo: una scena degna di Paperissima! Dopo mangiato, desiderosi di ripararci all'ombra, ci dirigiamo verso il Bue Marino, una caletta piena di grotte, e rocce da cui saltare. Il riposino ha peró la meglio sul bagno, quindi il pomeriggio lo trascorriamo in relativa tranquillità, dormendo comodamente su delle morbide rocce.
Al ritorno, sotto pressione di Lollo e Gerry, ci fermiamo in un campo a fare rally col fuoristrada. Giostre per tutti, soprattutto per la povera Graziana che era in piedi sul bagagliaio. Dopo qualche minuto di urla e scariche di adrenalina, ci accorgiamo di essere in ritardo: altra adrenalina verso il porto.
Al ritorno, durante una piacevole cenetta a base di cous-cous, ci rallegriamo di come il nostro viaggio stia prendendo una buona piega, ma la sfiga ci aspetta proprio dietro l'angolo. Al ritorno infatti ci troviamo davanti ad una piacevole sorpresa: il parcheggio dove si trovava il camper completamente vuoto. All'inizio pensiamo sia uno scherzo di Lollo e Graz ma, quando li vediamo chiamare il 113, non abbiamo piú dubbi: il nostro camper è stato rimosso per divieto di sosta (per lo meno non era stato rubato!)
Nella sfortuna un piccolo colpo di fortuna: fermiamo una macchina della municipale che si offre di accompagnare Lollo a recuperare il camper al deposito rimozione. Con 120€ superiamo anche questa disavventura e proseguiamo il nostro viaggio verso la nostra prossima tappa, Calamonaci.
Al nostro arrivo ci attende la famiglia di Gerry al gran completo, che ci offre dolcetti alle mandorle, una doccia calda e un letto vero dove dormire.

Monday, August 8, 2011

Giorno 6: zingari allo Zingaro

S. Vito - Zingaro - Trapani

Km percorsi: 1622

Svegli di buon mattino, abbandoniamo il camping per dirigerci alla riserva naturale dello Zingaro. Il proprietario del bar ci mette in guardia come se stessimo per partire per un safari: un paio di litri di acqua a testa, cappello, scarpe chiuse e tanta voglia di camminare sotto il sole. La riserva dello Zingaro è un parco naturale a pochi chilometri da San Vito lo Capo, piena di calette accessibili solamente a piedi o in barca. All'ingresso, ci mostrano i vari itinerari da seguire: le prime due calette sono a 10-20 minuti di cammino, mentre le altre cominciano da 40 in su. Decidiamo di dirigerci alla terza memori del consiglio di Alessia che pochi giorni fa ci disse che le prime due erano abbastanza piene di gente. Il paesaggio, non appena ci incamminiamo, diventa subito come una savana: sentieri di terra rossa, palme e vegetazione bassa, e un caldo atroce. Ma come oramai succede spesso in quest'isola, il panorama che ci ritroviamo davanti ripaga ampiamente della cammminata: a metà strada vediamo una grotta alta una ventina di metri con pitture rupestri, mentre all'arrivo scendiamo tra le rocce per arrivare a questa minuscola caletta di sassi, circondata da scogli a picco su un mare cristallino. Oltre all'inaugurazione delle maschere da sub, di dubbia qualità, ci divertiamo a farci le foto tuffandoci dagli scogli. Lollo e Graziana, inoltre, si arrampicano fino a sei metri per buttarsi. Li, un signore aumenta ancora l'autostima di Lollo, dandogli solamente 35 anni. Probabilmente il buttarsi dallo scoglio è stato un gesto simbolico. Una volta ripartiti, andiamo a controllare anche le prime calette: come ci aspettavamo, nonostante fossero ugualmente belle, erano gremite di gente, ma ciò non ci previene dal fare un altro bagno e un pisolino sui sassi, che al contrario di quel che si possa pensare, erano molto comodi.
Abbandoniamo molto soddisfatti la riserva dello Zingaro, e prima di rimontare sul camper, ci accorgiamo che uno dei nostri amuleti, la pietra lavica dell'etna, si è staccata dal ciondolo che avevamo appeso allo specchietto. Pensavamo fosse stata rubata, ma le frasche che ritroviamo incastrate sul filo di ferro al suo posto ci suggeriscono un altro destino. Torniamo a San Vito per incontrare Dario, un amico di Vivi, col quale facciamo un veloce aperitivo prima di rimetterci in moto, questa volta con destinazione Trapani, per poter prendere il traghetto per l'isola di Favignana. A domani!

Saturday, August 6, 2011

Giorno 5: San Vito lo Capo e la festa del papà

Km percorsi: 1480

Palermo è molto bella, ma anche afosa, sporca e con un traffico che non si vede neanche a Carmageddon, per cui decidiamo di abbandonarla per dirigerci verso posti piú tranquilli. Partiamo verso le 11, dopo che anche viviana subisce il suo battesimo con lo scarico delle acque nere; lasciata l'area attrezzata (un parcheggio in mezzo a casermoni popolari, alcuni dei quali molto fatiscenti), andiamo a fare colazione assieme ad Alessia per salutarla. Altro giro di cannoli, e proviamo la crema di mellone, una specie di gelatina di cocomero dolcissima e gustosa. Alessia ci da delle dritte per il seguito del viaggio, un bacio, e ci rimettiamo in moto. Il paesaggio si trasformA dalla giungla urbana del capoluogo siculo alla macchia mediterranea del golfo di Castellammare, fatta di pini marittimi, arbusti e palme nane. Nei tornanti che portano a Scopello Graziana, alla guida, firma un cartello stradale urtandolo con lo specchietto. Fortunatamente il camper è robusto, quindi nulla di rotto. Giungiamo quindi a Scopello, piccolo paesino arrimpicato sopra il golfo, e li assaggiamo pane cunzato e sfincione (panini e pizze tipiche della zona), prima di scendere a piedi verso la tonnara; il posto è in realtà una tenuta privata sul mare, che fa pagare 3 euro a testa per permettere alla gente di stare sul loro piazzale, a ridosso dell'acqua. Per nuotare in mezzo ai faraglioni peró, ne è valsa la pena. Lasciata Scopello, la prossima meta diventA San Vito. Per arrivare li, ci fermiamo in un paese che sembra disabitato: persiane tutre chiuse e silenzio di tomba. Le poche anime vive, tuttavia, lavoravano al Conad locale, quindi riusciamo a fare scorta di cibo per i prossimi giorni. Poco dopo arriviamo a San Vito lo Capo, che con le sue casette chiare senza tetto disposte lungo il vialone principale sembra una cittadina del far west.
Qui un curioso avvenimento traumatizza Lollo: mentre parlava con il custode dell'area attrezzata, Graziana scende per chiedere all'uomo dove poteva prendere dell'acqua; lui la ferma dicendo: "aspetta che finisco con tuo PADRE e te lo dico". Potete immaginare l'ilarità generale al diffondersi della notizia!
Dopo qualche bicchiere di vino, zibibbo e cantucci, usciamo in paese, e ci andiamo a bere una tequila: la barista peró, riempie i bicchieri fino all'orlo, in pratica triplicando la dose. Ma il nostro fisico riesce resistere anche a questa botta di vita, e cosí ci dirigiamo verso una discoteca in spiaggia per una STISV (Serata Tamarra In San Vito), ma dopo la terza volta che sentiamo danza Kuduro decidiamo che è ora di tornare a casa, poichè domani ci aspetta la riserva dello Zingaro!