Wednesday, August 10, 2011

Giorno 8: paura e delirio a Calamonaci

Calamonaci-scala dei turchi-Calamonaci
Km percorsi oggi: o :)

E se pensavamo che Calamonaci fosse un tranquillo paesino siciliano, ci sbagliavamo di grosso! A svegliarci è lo scoppio della terza guerra mondiale, ma al suo arrivo la mamma di Gerry, accompagnata da buonissimi cornetti, ci svela che è solo l'inizio della festa del paese. Caffè per tutti, e via per la scala dei turchi, in sei in macchina, da buona tradizione sicula.
Dopo una breve avventura con una fioraia e i suoi sventurati cani giungiamo a destinazione: la scala dei turchi è bella, bianca, ma non regge il confronto con le riserve dei giorni precedenti. Sfidate le alghe assassine arriviamo alla SPA locale, un agglomerato di rocce argillose, e grazie alle nostre conoscenze ingegneristiche riusciamo a spalmarci di argilla dalla testa ai piedi. Dopo il bagno anche la barba di Lollo sembra morbida...
Sulla strada del ritorno abbiamo ritirato il regalo per la signora Carmela, e siamo entrati diretti nel set del film "6 uomini e una pianta".
Il pranzo della domenica è stato memorabile, lasagne, arrosto ripieno e patate, l'insalatina sgrassante, dolci caffè e ammazzacaffè tutto in perfetto stile siculo, con tanto di vino e limoncello fatti in casa: buonissimo preambolo del pomeriggo di sonno!
Ancora una volta veniamo svegliati da una serie di esplosioni, che questa volta segnalano l'inizio della festa.


  • gare sul calcinculo
  • Panini e panelle fino a tardi
  • La corsa dei santi

Giorno 7: ... E il camper?

Trapani - Favignana - Calamonaci

Km: 1777 (+ 3.5)

Oggi è stato il giorno della visita all'isola di Favignana, una delle tre che compongono l'arcipelago delle Egadi. Per la prima volta decidiamo di non muoverci in camper. Mentre Vivi, Anna e Gemma si incontrano con Gerry, che ha deciso di unirsi a noi, per fare il biglietto, Lollo e Graziana parcheggiano il camper vicino al porto di Trapani in un parcheggio non a pagamento. Piú tardi ci pentiremo di questa scelta.
Dopo 20 minuti di aliscafo arriviamo all'isola, dove affittiamo due fuoristrada assieme agli amici di Gerry; noi 6 montiamo tutti sullo stesso, nonostante sia omologato per 4. All'allegra carovana si unisce anche un'anguria acquistata mentre si faceva la coda dall'unico benzinaio dell'isola. Tra il telo da mare usato come tettuccio per la macchina e il cocomero mangiato a cucchiaiate, il livello di zingaraggine è altissimo!
Ci avventuriamo tra le strade piene di sassi verso la prima spiaggia, Cala Rossa. Questa spiaggia è per metà fatta di sassi e per metà di piccole grotte artificiali, scavate per estrarre il tufo. Durante il bagno, dopo un tuffo a bomba che rovina un idillio amoroso, Lollo torna verso riva per prendere la macchina fotografica; il resto del gruppo, non vedendolo tornare, lo cerca sugli scogli e lo vede intento in un inconfondibile tentativo di broccolaggio. Sappiamo tutti che il caldo può dare allucinazioni, ma arrivare a provarci con una bottiglia d'acqua! Alla versione di Lollo, che sostiene che tre ragazze fossero nascoste dallo scoglio, non ci crediamo molto... Il gruppo decide di fare un po' di ironia e di urlargli "papà!!" per farlo rientrare in acqua. Missione riuscita!
A bordo della nostra jeep, con una guida sempre più spericolata, ci dirigiamo verso Cala Azzurra, dove gli scogli scendono in un acqua degna di questo nome. Qui, nel tentativo di fare tuffi, Graziana sbaglia "leggermente" traiettoria, cadendo in picchiata sul trampolino, cioè il povero Lollo: una scena degna di Paperissima! Dopo mangiato, desiderosi di ripararci all'ombra, ci dirigiamo verso il Bue Marino, una caletta piena di grotte, e rocce da cui saltare. Il riposino ha peró la meglio sul bagno, quindi il pomeriggio lo trascorriamo in relativa tranquillità, dormendo comodamente su delle morbide rocce.
Al ritorno, sotto pressione di Lollo e Gerry, ci fermiamo in un campo a fare rally col fuoristrada. Giostre per tutti, soprattutto per la povera Graziana che era in piedi sul bagagliaio. Dopo qualche minuto di urla e scariche di adrenalina, ci accorgiamo di essere in ritardo: altra adrenalina verso il porto.
Al ritorno, durante una piacevole cenetta a base di cous-cous, ci rallegriamo di come il nostro viaggio stia prendendo una buona piega, ma la sfiga ci aspetta proprio dietro l'angolo. Al ritorno infatti ci troviamo davanti ad una piacevole sorpresa: il parcheggio dove si trovava il camper completamente vuoto. All'inizio pensiamo sia uno scherzo di Lollo e Graz ma, quando li vediamo chiamare il 113, non abbiamo piú dubbi: il nostro camper è stato rimosso per divieto di sosta (per lo meno non era stato rubato!)
Nella sfortuna un piccolo colpo di fortuna: fermiamo una macchina della municipale che si offre di accompagnare Lollo a recuperare il camper al deposito rimozione. Con 120€ superiamo anche questa disavventura e proseguiamo il nostro viaggio verso la nostra prossima tappa, Calamonaci.
Al nostro arrivo ci attende la famiglia di Gerry al gran completo, che ci offre dolcetti alle mandorle, una doccia calda e un letto vero dove dormire.

Monday, August 8, 2011

Giorno 6: zingari allo Zingaro

S. Vito - Zingaro - Trapani

Km percorsi: 1622

Svegli di buon mattino, abbandoniamo il camping per dirigerci alla riserva naturale dello Zingaro. Il proprietario del bar ci mette in guardia come se stessimo per partire per un safari: un paio di litri di acqua a testa, cappello, scarpe chiuse e tanta voglia di camminare sotto il sole. La riserva dello Zingaro è un parco naturale a pochi chilometri da San Vito lo Capo, piena di calette accessibili solamente a piedi o in barca. All'ingresso, ci mostrano i vari itinerari da seguire: le prime due calette sono a 10-20 minuti di cammino, mentre le altre cominciano da 40 in su. Decidiamo di dirigerci alla terza memori del consiglio di Alessia che pochi giorni fa ci disse che le prime due erano abbastanza piene di gente. Il paesaggio, non appena ci incamminiamo, diventa subito come una savana: sentieri di terra rossa, palme e vegetazione bassa, e un caldo atroce. Ma come oramai succede spesso in quest'isola, il panorama che ci ritroviamo davanti ripaga ampiamente della cammminata: a metà strada vediamo una grotta alta una ventina di metri con pitture rupestri, mentre all'arrivo scendiamo tra le rocce per arrivare a questa minuscola caletta di sassi, circondata da scogli a picco su un mare cristallino. Oltre all'inaugurazione delle maschere da sub, di dubbia qualità, ci divertiamo a farci le foto tuffandoci dagli scogli. Lollo e Graziana, inoltre, si arrampicano fino a sei metri per buttarsi. Li, un signore aumenta ancora l'autostima di Lollo, dandogli solamente 35 anni. Probabilmente il buttarsi dallo scoglio è stato un gesto simbolico. Una volta ripartiti, andiamo a controllare anche le prime calette: come ci aspettavamo, nonostante fossero ugualmente belle, erano gremite di gente, ma ciò non ci previene dal fare un altro bagno e un pisolino sui sassi, che al contrario di quel che si possa pensare, erano molto comodi.
Abbandoniamo molto soddisfatti la riserva dello Zingaro, e prima di rimontare sul camper, ci accorgiamo che uno dei nostri amuleti, la pietra lavica dell'etna, si è staccata dal ciondolo che avevamo appeso allo specchietto. Pensavamo fosse stata rubata, ma le frasche che ritroviamo incastrate sul filo di ferro al suo posto ci suggeriscono un altro destino. Torniamo a San Vito per incontrare Dario, un amico di Vivi, col quale facciamo un veloce aperitivo prima di rimetterci in moto, questa volta con destinazione Trapani, per poter prendere il traghetto per l'isola di Favignana. A domani!

Saturday, August 6, 2011

Giorno 5: San Vito lo Capo e la festa del papà

Km percorsi: 1480

Palermo è molto bella, ma anche afosa, sporca e con un traffico che non si vede neanche a Carmageddon, per cui decidiamo di abbandonarla per dirigerci verso posti piú tranquilli. Partiamo verso le 11, dopo che anche viviana subisce il suo battesimo con lo scarico delle acque nere; lasciata l'area attrezzata (un parcheggio in mezzo a casermoni popolari, alcuni dei quali molto fatiscenti), andiamo a fare colazione assieme ad Alessia per salutarla. Altro giro di cannoli, e proviamo la crema di mellone, una specie di gelatina di cocomero dolcissima e gustosa. Alessia ci da delle dritte per il seguito del viaggio, un bacio, e ci rimettiamo in moto. Il paesaggio si trasformA dalla giungla urbana del capoluogo siculo alla macchia mediterranea del golfo di Castellammare, fatta di pini marittimi, arbusti e palme nane. Nei tornanti che portano a Scopello Graziana, alla guida, firma un cartello stradale urtandolo con lo specchietto. Fortunatamente il camper è robusto, quindi nulla di rotto. Giungiamo quindi a Scopello, piccolo paesino arrimpicato sopra il golfo, e li assaggiamo pane cunzato e sfincione (panini e pizze tipiche della zona), prima di scendere a piedi verso la tonnara; il posto è in realtà una tenuta privata sul mare, che fa pagare 3 euro a testa per permettere alla gente di stare sul loro piazzale, a ridosso dell'acqua. Per nuotare in mezzo ai faraglioni peró, ne è valsa la pena. Lasciata Scopello, la prossima meta diventA San Vito. Per arrivare li, ci fermiamo in un paese che sembra disabitato: persiane tutre chiuse e silenzio di tomba. Le poche anime vive, tuttavia, lavoravano al Conad locale, quindi riusciamo a fare scorta di cibo per i prossimi giorni. Poco dopo arriviamo a San Vito lo Capo, che con le sue casette chiare senza tetto disposte lungo il vialone principale sembra una cittadina del far west.
Qui un curioso avvenimento traumatizza Lollo: mentre parlava con il custode dell'area attrezzata, Graziana scende per chiedere all'uomo dove poteva prendere dell'acqua; lui la ferma dicendo: "aspetta che finisco con tuo PADRE e te lo dico". Potete immaginare l'ilarità generale al diffondersi della notizia!
Dopo qualche bicchiere di vino, zibibbo e cantucci, usciamo in paese, e ci andiamo a bere una tequila: la barista peró, riempie i bicchieri fino all'orlo, in pratica triplicando la dose. Ma il nostro fisico riesce resistere anche a questa botta di vita, e cosí ci dirigiamo verso una discoteca in spiaggia per una STISV (Serata Tamarra In San Vito), ma dopo la terza volta che sentiamo danza Kuduro decidiamo che è ora di tornare a casa, poichè domani ci aspetta la riserva dello Zingaro!

Thursday, August 4, 2011

Special: STISV


GeoTagged, [N38.17709, W12.73765]

Serata Tamarra In San Vito

Giorno 4: Villa Margi - Cefalú - Palermo

Km percorsi: 1407

Il risveglio di oggi è stato un po' traumatico, grazie alle vespe che banchettavano sugli avanzi della cena, e alle formiche che banchettavano su Lollo, che aveva deciso di andare a dormire sul loro formicaio. Mentre riassettavamo, una lepre ci passa davanti; non fosse stato per i postumi, avremmo avuto anche la cena per la sera!
L'obiettivo della mattina era partire per le 10 massimo; mettiamo in moto il camper abbondamente dopo mezzogiorno, a causa sia dei vecchietti del campeggio che ci tentavano a rimanere alla spaghettata della sera, sia per la condizione generale che a causa del fragolino/vino della sera prima non era proprio al 100%. Una volta lasciato il camping, ci dirigiamo verso Cefalú; al supermercato, chiediamo indicazioni su dove parcheggiare il camper. Il signor Mimmo, proprietario del negozio, ci dice di recarci al porto e di fare il suo nome a Carmelo Papa, che lui gestisce tutta la "situazione" dei camper. Questa opzione in stile "il padrino" finisce con un buco nell'acqua, quindi decidiamo di parcheggiare dove troviamo, di scendere un dislivello di quasi 50 metri a piedi per arrivare fino alla spiaggia. Lo scenario è veramente piacevole, con le case vecchie a picco sul mare e un mare cristallino che circondano la spiaggia di sabbia di roccia. Durante il bagno, inauguriamo con una serie di foto subacquee la macchina fotografica di Vivi; risultato finale: tanto divertimento e occhi rossi per tutti!
Dopo l'indispensabile pausa gelato, nella quale ci domandiamo come mai i siciliani, con tutte queste leccornie, non siano tutti obesi, ripartiamo in direzione Palermo. La strada provinciale che va fino a li è molto piacevole e panoramica, fintanto che non si arriva a Termini Imerese. Questo paese è un alveare di case popolari e di stradine minuscole in salita (piene di traffico) nelle quali rischiamo di ribaltare il camper piú e piú volte. Mannaggia alla Fiat che ha deciso di aprirci lo stabilimento!
Superato questo inferno, pensavamo che il peggio fosse passato, ma non avevamo ancora fatto i conti con il capoluogo di regione: a Palermo ci ritroviamo incastrati nell'ora di punta, il che vuol dire macchine, ambulanza e motorini che ti sbucano anche da sotto. Le infrazioni sono all'ordine del giorno, ma il bello è stato non vedere nemmeno un incidente.
Alla stazione lasciamo Gerry, che deve tornare a casa ad Agrigento, e lo barattiamo per Giorgia ed Alessia, le ex-coinquiline erasmus di Graziana, che si offrono per farci da guide per la città. Dopo cattedrale, il teatro massimo, i quattro canti e i favolosi pane e panelle e panini con la milza di Nino u' ballerino, ci facciamo riaccompagnare a casa felici come una pasqua di dormire dopo questa lunga giornata. Si puó dire di tutto sui siciliani, ma mai che non siano ospitali!!

Giorno 3: la finestra sul mare

km totali percorsi: 1270

San Marco – Etna- villa Margi

Al risveglio, dopo un sonno lungo e ristoratore (6 ore) cominciamo la giornata con una colazione leggera e salutare: granita, brioche e caffè. Il sapore delle prime granite siciliane che assaggiamo ci fa subito capire che la giornata sta cominciando con una buona piega. Ci godiamo il mare di San Marco mentre alle nostre spalle l'Etna sta fumando: una tentazione troppo forte, dobbiamo salire. Facciamo un breve pit stop alla Conad per comprare qualcosina, ma alla visione della griglia per il barbecue, Gerry dimentica la soppressata e comincia a sognare la grigliata. Ci rimettiamo in moto e dopo solo 10 km di curve pericolose, iniziano i 10,8 km di tornanti. Arrivati a quota 1200m (misurata con il nostro fantastico pacco di patatine) lo scenario davanti a noi è apocalittico: un intero versante del vulcano ricoperto da roccia magmatica nera con alberi carbonizzati; ovviamente dobbiamo arrampicarci sulle rocce. Lollo decide di lasciare un tributo di sangue all'Etna cercando di rompere un tronco di legno carbonizzato facendo versi scimmieschi. Dopo un pranzo a base di friselle e pomodori cominciamo la discesa fiduciosi di trovare un posto per dormire a Cefalù; peccato che quando chiamiamo veniamo a sapere che il marito della proprietaria dell'area attrezzata è deceduto. Ma tutti sanno che per ogni porta che si chiude si apre sempre una finestra sul mare!
>
> Comincia il nostro viaggio per l'area attrezzata di villa Margi in provincia di Palermo, attraverso l'entroterra siciliano che ci offre degli scenari memorabili; il viaggio prosegue tranquillamente tra tornanti, campi, vacche, cavalli, pecore e le imprecazioni di Lollo quando entriamo nei paesini alla vista delle strade strettissime ed in salita. Decidiamo allora di comprare qualcosa per la grigliata della sera proprio in questi paesini: entriamo in una macelleria dove assistiamo a qualcosa di unico: il macellaio affetta con estrema destrezza la carne che ha un aspetto davvero eccezionale; in seguito entriamo nel negozio vicino e, dopo esserci saziati con un “assaggino” di svariati chili di scamorza stagionata, prendiamo il nostro bel pezzo di formaggio, un po' di pane e la crema di pistacchio. Una volta che abbiamo convinto Viviana, vittima di crisi mistiche dovute alla crema di pistacchio, ad uscire dal negozio, ripartiamo e dopo alcune ore finalmente arriviamo nella nostra area attrezzata, proprio vicino alla finestra sul mare, che non è una perifrasi per uno scorcio paesaggistico, come ci aspettavamo, ma una vera e propri cornice di cemento azzurra a ridosso della spiaggia! Prepariamo il fuoco e cominciamo la nostra grigliata sotto un cielo stellato meraviglioso, il tutto condito con dell'ottimo vino locale e le critiche quasi costruttive di Gemma. E così la serata va avanti fino a quando le forze ci abbandonano, cosí come le scorte di vino, e andiamo a dormire, chi in spiaggia, chi per terra su un formicaio, chi in camper, per recuperare le forze ed essere pronti per un'altra sicula avventura!

Tuesday, August 2, 2011

Giorno 2: Bit'nt - Taormina

Km percorsi: 1101

live from downtown messina

Alle ore 21:40 di oggi riusciamo finalmente a sbarcare in sicilia. Questa tappa è stata impegnativa sotto vari punti di vista: in primis l'essere operativi alle 5 e mezza del mattino per trovare zio Pinuccio che ci doveva controllare il camper. Dopo aver conosciuto quasi tutta la famiglia Teofilo ripartiamo alla volta di un camper service al fine di ristorare lo spirito il corpo e il camper. Per Gerry è stato il primo scarico di acque nere (rifiuti biologici); memorabile la sua espressione al grido di 1 2 3 MERDA! Freschi e puliti ci si dirige verso la bella calabria. Durante il viaggio Lollo da sfoggio della sua bravura a carte: "dubito" che abbia capito come si gioca. Passato taranto pranziamo in un paesino a caso della calabria: posto magnifico, acqua cristallina, palme e neanche un anima viva. Prima di partire ci fermiamo in un bar per far comprare a gerry un panino con la soppressata, dato che era da colazione che se ne parlava; purtroppo ci siamo dovuti accontentare di un panino imbottito con la scamorza imbottita a sua volta con il salame. Verso le 7:30 si incomincia a vedere la sicilia e siamo spettatori di un tramonto spettacolare (tranne il povero lollo che è costretto a guidare attraverso i cantieri della salerno-reggio calabria).
Al porto di Villa San Giovanni, dopo aver rischiato la vita almeno 10 volte per raggiungere l'imbarco a causa dei camion in manovra, vediamo il traghetto salpare proprio davanti a noi. Proprio un minuto prima, Vivi aveva esclamato: "non sarebbe ironico essere i primi ad essere lasciati fuori?". Punizione: andare a comprare gli arancini per tutti. Sulla nave, stappiamo lo spumante celebrativo regalatoci dal babbo di Vivi, che a causa del vento ci finisce in buona parte addosso. Finalmente, alle ore 22:00 di lunedí 1 agosto, mettiamo piede in terra sicula. Decidiamo di mangiare qualcosa al volo prima di andare a far serata a Taormina, ma dopo 15 arancini, 3 cannoli e qualche birra ridimensioniamo il piano: a Taormina ci andiamo solo a dormire. La mattina dopo ci aspetterà un po' di mare prima di raggiungere l'etna, per cui è meglio partire da li vicino. Dalla spiaggetta di San Marco, si conclude anche questo secondo giorno di viaggio.

Buonanotte.

Monday, August 1, 2011

Giorno 1: Pesaro-Bitonto

The one with the broken pipe...

Ore 22:07, live feed dalla A14 bologna-taranto.

Km percorsi: 502

Si dice che chi ben comincia sia a metà dell'opera. Beh, qua l'unica cosa a metà è la marmitta del camper. Si è rotta dopo circa un paio d'ore dall'inizio del viaggio, avvenuto alle ore 7:45 di questa mattina da Pesaro.
Fortunatamente, i consigli del babbo della Gemma ci hanno permesso di fare una riparazione degna di mcGuiver, con il solo utilizzo di coca-cola e fil di ferro!

Nel pomeriggio abbiamo recuperato Vivi e Graz ad Alba Adriatica. L'apice della giornata è stato raggiunto quando un vicino di casa di Graz ha portato i figli ad ammirare la nostra riparazione: abbiamo creato due ingegneri!

Prossima tappa, Bitonto, dove lo zio di Vivi darà un occhiata al nostro prodigio di ingegneria meccanica!